Consorzio per la promozione turistica della Valchiavenna

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Via Bregaglia tra Valchiavenna e Svizzera

Valchiavenna

La Via Bregaglia è un itinerario escursionistico che collega la Val Bregaglia svizzera alla Valchiavenna attraverso borghi storici, paesaggi alpini e percorsi immersi nella natura, offrendo un’esperienza tra cultura, storia e ambiente montano. Il percorso è proposto anche come pacchetto turistico trekking organizzato, articolato in più tappe tra Svizzera e Italia.

Dettagli

La Via Bregaglia è un percorso che attraversa uno dei territori alpini più caratteristici tra Svizzera e Italia, seguendo il corso della valle tra montagne, piccoli villaggi e paesaggi modellati dalla presenza dell’uomo e della natura. L’itinerario accompagna il visitatore lungo un sistema di sentieri e strade storiche che collegano la Val Bregaglia a Chiavenna, permettendo di scoprire ambienti molto diversi tra loro in un unico percorso.Il cammino si sviluppa lungo itinerari segnalati che attraversano località come Castasegna, Bondo, Soglio, Stampa e Promontogno, offrendo una lettura completa del territorio bregagliotto e delle sue peculiarità paesaggistiche e culturali.

Il cammino si sviluppa tra boschi, prati, corsi d’acqua e nuclei abitati che conservano ancora oggi l’identità architettonica e culturale tipica delle vallate alpine. Attraversando i diversi paesi della Bregaglia, emergono testimonianze legate alla vita di montagna, all’agricoltura, ai commerci e ai collegamenti storici tra il Nord Europa e l’Italia.

Uno degli elementi più caratteristici della Via Bregaglia è proprio il rapporto continuo tra paesaggio naturale e presenza umana. Il percorso alterna, infatti, ambienti aperti e panoramici a passaggi nei centri storici dei borghi, dove case in pietra, chiese e architetture tradizionali raccontano la storia della valle e delle sue comunità.

L’itinerario permette anche di osservare la grande varietà paesaggistica che caratterizza quest’area alpina. Dalle quote più elevate della Bregaglia fino al fondovalle di Chiavenna, il territorio cambia progressivamente aspetto, passando da ambienti montani severi a zone più aperte e caratterizzate dalla presenza di vigneti, castagneti e corsi d’acqua.

La Via Bregaglia non è soltanto un percorso naturalistico, ma anche un itinerario culturale che consente di entrare in contatto con la storia e le tradizioni di un territorio da sempre legato agli spostamenti attraverso le Alpi. Nel tempo, queste vie sono state percorse da mercanti, viaggiatori e comunità locali, contribuendo allo sviluppo economico e culturale della valle.

Grazie alla varietà degli ambienti attraversati, il percorso si adatta sia a chi desidera affrontare lunghe escursioni sia a chi preferisce vivere singole tappe più brevi, immergendosi nel paesaggio alpino con ritmi più lenti e contemplativi. La formula a tappe e la possibilità di usufruire di servizi organizzati, pernottamenti e trasporto bagagli rendono inoltre la Via Bregaglia particolarmente adatta al trekking esperienziale e al turismo lento.

La Via Bregaglia offre oggi l’opportunità di attraversare un territorio dove natura, storia e identità alpina convivono ancora in equilibrio, accompagnando il cammino tra panorami montani, testimonianze culturali e paesi che conservano un forte legame con le proprie origini.

Informazioni
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Dolci della tradizione: la dolcezza autentica della montagna

Valchiavenna

Nel cuore della Valchiavenna, anche i dolci raccontano una storia antica fatta di ingegno, semplicità e sapori genuini. Nulla è marginale in questa tradizione: ogni ingrediente nasce dalla terra e viene trasformato in memoria, festa e conforto.

Dettagli

La farina è il punto di partenza di molte preparazioni e trova una testimonianza preziosa nel Mulino di Bottonera, antico mulino ottocentesco oggi trasformato in museo. Qui si conserva il ricordo di una civiltà del lavoro in cui acqua, pietra e tempo si univano per dare vita al cibo quotidiano.

Accanto alla farina, il burro porta con sé il profumo dei pascoli alpini, mentre zucchero, spezie e frutta secca arrivavano già nel Medioevo grazie ai commerci transalpini, che hanno sempre unito culture e territori.
Tra le specialità più amate spicca i Biscotìn de Pròst, un classico della tradizione locale. Gli originali vengono prodotti ancora oggi dal Mulino Del Curto di Prosto di Piuro, dove le sorelle Del Curto custodiscono gelosamente la ricetta storica tramandata da generazioni. Nato da ingredienti semplici come farina, zucchero e burro, è il risultato di una lunga esperienza artigianale che da generazioni si tramanda nella frazione di Prosto di Piuro. Ogni biscotto racchiude cura e identità, spesso confezionato ancora oggi a mano in carte colorate che ne raccontano l’autenticità.

La Torta Fioretto deve il suo nome ai fiori di finocchio selvatico, che ne caratterizzano l’aroma inconfondibile. È una preparazione semplice e profumata, in cui la pasta lievitata si unisce a burro, zucchero, creando un equilibrio di sapori rustici e delicati.

Infine, gli Oss de mord rappresentano la croccantezza della tradizione: biscotti secchi arricchiti con mandorle e albume, ideali da gustare da soli o con un vino dolce,
insieme ai “Montagnoli”, piccoli dolci arricchiti di uvetta.
In questi dolci vive l’anima più semplice e autentica della montagna: gesti antichi, ingredienti essenziali e un sapore che sa di casa.

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Passito Vertemate: l’eleganza del tempo tra storia e vigneti

Valchiavenna

Nel cuore di Prosto di Piuro, ai piedi delle montagne e all'interno della magnifica proprietà di Palazzo Vertemate Franchi, nasce un vino raro e prezioso, capace di racchiudere storia, territorio e pazienza. Il Passito Vertemate non è soltanto un vino: è un’esperienza sensoriale che racconta la memoria di un luogo unico.

Dettagli

Quando si pensa ai vini passiti, l’immaginazione corre verso terre assolate e paesaggi mediterranei. Eppure, anche tra le Alpi della Valchiavenna prende vita un passito straordinario, nato da uve coltivate su un vigneto storico risalente al XVI secolo.
La vendemmia avviene a metà settembre. I grappoli vengono raccolti con cura e lasciati appassire lentamente per quattro mesi nei fruttai, dove il tempo concentra aromi, zuccheri e profumi. Segue poi la fermentazione e l’affinamento in legno per un anno, dando origine a un vino intenso, elegante e avvolgente.

Il vigneto del Vertemate affonda le sue radici nella storia del palazzo rinascimentale costruito dai fratelli Vertemate Franchi, unica preziosa testimonianza sopravvissuta alla tragica frana del 1618 che distrusse l’antico borgo di Piuro. Ancora oggi questo luogo conserva un fascino senza tempo, tra sale affrescate, giardini e filari che guardano la valle. Nei primi anni Duemila nasce il progetto di recuperare l’antico vigneto, riportandolo alla sua originaria bellezza. Dal 2005 è Mamete Prevostini a prendersi cura della produzione del Passito Vertemate, trasformandolo in una delle eccellenze più ricercate del territorio.

Su circa 7000 metri quadrati di vigneto trovano spazio varietà nordiche come Traminer Aromatico e Riesling Renano, capaci di esprimere un equilibrio raffinato tra freschezza, aromaticità e struttura.
Ogni bottiglia racconta la pazienza dell’attesa, il valore della tradizione e la bellezza
di un paesaggio che continua a vivere attraverso il vino. Un passito raro, nato tra storia, arte e montagne.

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Le Terrazze della Bregaglia tra Savogno Dasile e Corbia

Valchiavenna

Le Terrazze della Bregaglia in Valchiavenna sono un itinerario escursionistico che collega i borghi di Savogno, Dasile e Corbia, offrendo panorami spettacolari sulla valle e un percorso tra natura, storia e paesaggi alpini.

Dettagli

L’itinerario delle Terrazze della Bregaglia si sviluppa sul versante soleggiato della valle, sopra il territorio di Piuro e Chiavenna, collegando tre nuclei storici situati a diverse altitudini. Savogno, Dasile e Corbia si susseguono lungo un percorso che alterna tratti escursionistici più impegnativi a camminate panoramiche, permettendo di scoprire uno dei paesaggi più suggestivi della Valchiavenna. 

Il percorso può essere affrontato attraverso diverse vie di accesso. Una delle opzioni più note parte da Borgonuovo di Piuro, nei pressi delle Cascate dell’Acquafraggia, da cui si imbocca una mulattiera che risale il versante tra terrazzamenti e boschi di castagni. Questo tratto presenta una pendenza significativa ed è adatto a escursionisti allenati.
In alternativa, è possibile partire da Villa di Chiavenna, seguendo una strada sterrata più dolce e panoramica, oppure avvicinarsi in auto (con permesso giornaliero) fino a un punto più alto, riducendo il dislivello iniziale. 

La prima tappa è Savogno, situato a circa 1000 metri di quota su un ampio balcone naturale affacciato sulla valle. Il borgo, raggiungibile dopo circa un’ora di salita dal fondovalle, conserva un impianto urbano compatto fatto di vicoli stretti e verticali, che si sviluppano attorno alla chiesa consacrata nel 1465.
Da qui lo sguardo si apre su un panorama ampio e significativo, che include anche l’area della frana del 1618 che distrusse l’antico borgo di Piuro, rendendo il contesto ancora più ricco dal punto di vista storico e paesaggistico. 

Proseguendo lungo il percorso e attraversando un ponte sul torrente, si raggiunge Dasile, circa 200 metri più in alto rispetto a Savogno. Questo piccolo nucleo si sviluppa ai margini di una conca prativa e rappresenta uno dei punti panoramici più spettacolari dell’itinerario.
Da qui la vista si estende su gran parte della valle: il piano di Chiavenna, i comuni circostanti come Gordona e Mese, fino alle cime che delimitano la Val Bodengo e le vallate laterali. È proprio questa posizione a rendere Dasile uno dei “terrazzi” più suggestivi dell’intero percorso. 

Per chi desidera proseguire, l’itinerario continua verso Corbia, situata a circa 1500 metri di quota. Il sentiero in questo tratto diventa più ripido e impegnativo, conducendo a un antico maggengo con poche baite ancora esistenti.
Da Corbia, il panorama si amplia ulteriormente, offrendo una visione ancora più estesa e immersiva del territorio alpino circostante, in un contesto più isolato e selvaggio.

Uno degli elementi distintivi di questo itinerario è la varietà del paesaggio. Lungo il percorso si attraversano boschi di castagno, terrazzamenti, prati e zone aperte, con continui cambi di prospettiva. In particolare, durante l’autunno, i colori del foliage trasformano il versante in una sequenza di tonalità calde e mutevoli, rendendo l’escursione particolarmente suggestiva. 

Le Terrazze della Bregaglia non sono solo un itinerario escursionistico, ma un percorso che unisce natura, storia e cultura alpina. I borghi attraversati raccontano un modo di vivere la montagna legato all’adattamento e alla gestione del territorio, mentre i panorami restituiscono una lettura ampia e continua della valle.

Percorrere questo itinerario significa quindi attraversare uno spazio stratificato, dove ogni tappa aggiunge un livello di comprensione del paesaggio della Valchiavenna, offrendo un’esperienza completa tra cammino, osservazione e scoperta.

Informazioni

Accessi principali: Borgonuovo di Piuro, Villa di Chiavenna.
Possibilità di permesso giornaliero per accesso in auto su strada sterrata.

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Belfòrt sito archeologico medievale della Valchiavenna

Valchiavenna

Belfòrt in Valchiavenna è un sito archeologico e storico situato nei pressi di Piuro, dove gli scavi hanno riportato alla luce importanti testimonianze medievali, offrendo un percorso di visita tra rovine, natura e ricerca continua.

Dettagli

Nel territorio di Piuro, poco distante da Chiavenna, Belfòrt rappresenta uno dei luoghi più interessanti per comprendere la storia della Valchiavenna attraverso le sue tracce materiali. Non si tratta di un sito completamente definito o “musealizzato” in senso tradizionale, ma di un’area in continua evoluzione, dove le attività di ricerca archeologica contribuiscono ancora oggi ad arricchire la conoscenza del luogo.

Belfòrt sorge in una posizione strategica, lungo uno dei principali assi di collegamento alpini, a testimonianza del ruolo centrale che la Valchiavenna ha avuto nei secoli come territorio di passaggio e scambio. Proprio questa collocazione ha favorito lo sviluppo di insediamenti e strutture che nel tempo si sono stratificate, lasciando tracce oggi visibili grazie agli scavi.

Le indagini archeologiche hanno portato alla luce resti di edifici, strutture murarie e spazi abitativi riconducibili a diverse fasi storiche, in particolare al periodo medievale. Questi elementi permettono di ricostruire, almeno in parte, l’organizzazione dell’insediamento e le sue funzioni, offrendo uno sguardo concreto sulla vita quotidiana del passato.

Ciò che rende Belfòrt particolarmente interessante è proprio il suo carattere “aperto”: il sito non è statico, ma continua a trasformarsi man mano che emergono nuove scoperte. Questo lo rende un luogo dinamico, in cui il visitatore non osserva solo ciò che è stato, ma anche un processo di conoscenza ancora in corso.

Il percorso di visita si sviluppa all’interno di un contesto naturale che contribuisce a valorizzare ulteriormente l’esperienza. La vegetazione, il paesaggio e il silenzio dell’area creano un’atmosfera raccolta, che permette di avvicinarsi alle strutture con uno sguardo attento e consapevole.

Belfòrt non si presenta come un sito monumentale nel senso classico, ma come un luogo da interpretare, dove ogni elemento invita a una lettura più approfondita. È proprio questa dimensione a renderlo significativo: non un semplice punto di interesse, ma uno spazio in cui storia, archeologia e territorio si intrecciano.

Visitare Belfòrt significa quindi entrare in contatto con una parte meno evidente ma fondamentale della Valchiavenna, fatta di stratificazioni, trasformazioni e ricerca continua. Un luogo che racconta il passato non attraverso grandi strutture, ma attraverso ciò che emerge, lentamente, dal lavoro degli archeologi e dal tempo.

Informazioni

Accesso libero (verificare eventuali limitazioni locali).

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La Pietra Ollàre della Valchiavenna

Valchiavenna

La pietra ollàre della Valchiavenna è una roccia alpina di origine metamorfica, utilizzata fin dall’antichità per la produzione di utensili da cucina, elementi architettonici e oggetti artigianali, rappresentando una delle tradizioni più radicate e identitarie del territorio.

Dettagli

Nel territorio della Valchiavenna, la pietra ollàre è molto più di un materiale: è una presenza costante nella storia, nell’artigianato e nella vita quotidiana delle comunità alpine. Si tratta di una varietà di serpentino, ricca di talco e clorite, caratterizzata da una consistenza relativamente tenera e da un’elevata resistenza al calore, qualità che la rendono particolarmente adatta alla lavorazione e all’uso domestico.

Le sue principali aree di estrazione si trovano tra Chiavenna, Piuro e la Val Bregaglia, dove la pietra veniva cavata all’interno di cunicoli sotterranei chiamati “trone”, spesso profondi e difficili da percorrere.
Da qui venivano ricavati blocchi grezzi che, attraverso un lungo processo di lavorazione manuale, venivano trasformati in oggetti di uso quotidiano, in particolare i laveggi (lavéec), recipienti utilizzati per la cottura dei cibi.

La diffusione della pietra ollàre nella valle ha origini molto antiche: testimonianze archeologiche ne documentano l’utilizzo già in epoca preistorica, mentre fonti storiche e letterarie ne attestano la presenza anche in epoca romana.
Per secoli, la sua lavorazione ha rappresentato una delle principali attività artigianali della zona, contribuendo allo sviluppo economico della valle e alla sua notorietà ben oltre i confini locali.

Le proprietà della pietra ollàre ne hanno determinato il successo: è in grado di accumulare e rilasciare il calore lentamente, permettendo una cottura uniforme e a basse temperature, ideale per piatti come stufati e brasati.
Inoltre, non altera i sapori degli alimenti e consente una cucina più naturale, spesso senza l’aggiunta di grassi.
Accanto ai laveggi, venivano prodotti anche altri oggetti come piastre per la cottura (piòte), recipienti per la conservazione di alimenti e, più recentemente, elementi di design e oggetti decorativi.

La pietra ollàre ha lasciato un segno visibile anche nell’architettura e nell’arte locale: fonti battesimali, portali, colonne, fontane e dettagli decorativi presenti a Chiavenna testimoniano il suo utilizzo in ambito costruttivo e artistico.
In questo senso, la pietra diventa parte integrante del paesaggio urbano, contribuendo a definire l’identità visiva del territorio.

Dopo un progressivo declino tra Ottocento e Novecento, legato all’introduzione di nuovi materiali e tecniche industriali, la lavorazione della pietra ollàre è stata recuperata in tempi recenti grazie all’iniziativa di pochi artigiani locali.
Tra questi, il laboratorio di Piuro rappresenta oggi un punto di riferimento per la conservazione e la valorizzazione di questa tradizione, dove è possibile osservare da vicino le tecniche di lavorazione e i prodotti realizzati.

Oggi la pietra ollàre continua a essere un simbolo della Valchiavenna: un materiale che racconta il rapporto tra uomo e montagna, tra risorse naturali e cultura. Scoprirla significa entrare in contatto con una tradizione che unisce geologia, artigianato e gastronomia, offrendo una chiave di lettura autentica del territorio.

Informazioni

Per approfondimenti sulla lavorazione e i prodotti:
Sito ufficiale: www.pietraollare.com

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Cascate dell’Acquafraggia in Val Bregaglia

Valchiavenna

Nel cuore della Val Bregaglia, dove le montagne si aprono e l’acqua precipita con fragore, si nasconde un angolo di natura selvaggia e maestosa: le Cascate dell’Acquafraggia. Il torrente che nasce dal Pizzo di Lago, tra valli sospese e ghiacciai millenari, scende in un susseguirsi di cascate che rompono il silenzio con il loro impeto, creando un gioco di luce e spruzzi che avvolge chi osa avvicinarsi. Il nome “Acquafraggia” deriva dal ltino aqua fracta, ovvero “acqua spezzata”, a indicare proprio la forza con cui il torrente si frammenta in più salti lungo il suo percorso.

Dettagli

Il loro fascino colpì persino Leonardo da Vinci, che nel suo “Codice Atlantico” ne celebrò la bellezza, sottolineandone la particolare conformazione a doppio salto che ancora oggi rappresenta uno degli elementi più iconici del paesaggio. Oggi, l’area delle cascate è organizzata come parco naturale, facilmente accessibile, che consente di avvicinarsi ai diversi punti panoramici e di osservare da vicino la forza e la dinamicità dell’acqua, tra castagni, ginestre e rocce levigate dall’azione del torrente. Le cascate si sviluppano in più salti spettacolari, visibili anche dalla strada, rendendo questo luogo uno dei punti naturalistici più riconoscibili e visitati della Valchiavenna.

L’ambiente che circonda le cascate è caratterizzato da una vegetazione ricca e variegata, favorita dalla presenza costante dell’acqua: muschi, felci e specie botaniche particolari trovano qui condizioni ideali, contribuendo a creare un ecosistema unico nel suo genere. La forza erosiva del torrente ha modellato nel tempo la roccia, dando origine a forme e scenari che raccontano l’evoluzione naturale di questo paesaggio alpino.

All’interno del parco, la presenza di aree attrezzate, punti di osservazione e spazi verdi permette di vivere l’esperienza delle cascate in modo accessibile e immersivo, senza la necessità di affrontare veri e propri percorsi escursionistici. L’acqua, protagonista assoluta, accompagna il visitatore con il suo suono continuo, creando un’atmosfera suggestiva in ogni stagione dell’anno.

Qui, tra i salti d’acqua e le pareti rocciose, si percepisce la forza del passato e la vitalità del presente. Le cascate non sono solo un fenomeno naturale: sono un’esperienza sensoriale completa, un invito a contemplare la grandezza della natura e la fragilità dell’uomo di fronte a tanta bellezza. Ogni visitatore, osservando l’acqua nel suo continuo movimento, porta con sé un frammento di meraviglia che rimarrà per sempre nel cuore.

Informazioni

REGOLAMENTO INGRESSO ESTATE 2026
A pagamento nei seguenti periodi:

30-31 maggio
08:30 – 18:30

Dal 1° giugno al 19 luglio:
Festivi e prefestivi 08:30 – 18:30

Dal 25 luglio al 31 agosto:
Tutti i giorni 08:30 – 18:30

Dal 1° settembre al 13 settembre:
Festivi e prefestivi 08:30 – 18:30

Tariffe
Intero: 3€
Gratuito per: Residenti in Valchiavenna, disabili, over 75, minori di 5 anni.

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Anello panoramico delle cascate dell’Acqua Fraggia – Savogno

Valchiavenna

Anello panoramico delle cascate dell'Acqua Fraggia - Savogno

Dettagli

Si parte alla base delle imponenti cascate, dove, tra i prati alla loro destra, un sentiero attraversa un piccolo torrente. Da qui, sulla sinistra, si e’ in prossimita’ delle ultime case della contrada Sarlone; ancora a sinistra, lungo il sentiero tra i fitti boschi, si sale rapidamente al primo salto delle cascate, agevolmente percorribile grazie alle scale che coprono alcuni tratti. Al secondo salto, e’ possibile ammirare da appositi punti panoramici il paesaggio in tutta la sua magnificenza. E su fino al secondo bivio, da dove, a sinistra, un ponte di corde introduce al lato opposto del torrente, per prendere la destra a una seconda biforcazione. Tornati sul versante originario dopo aver attraversato un altro ponte, ci si ricongiunge al sentiero acciottolato che porta a Savogno (m 932 s.l.m.). Si apre quindi alla vista uno straordinario panorama dal sagrato della chiesa, da cui addentrarsi nell’esplorazione del borgo, ricco di scorci e suggestivi particolari. Finche’ la discesa, comune per un primo tratto alla salita, continua sul sentiero acciottolato principale, prima per i Crotti di Savogno e poi per le Stalle dei Ronchi; per chiudersi infine a Sarlone, punto di partenza.

Informazioni

Difficoltà: Facile

Durata: 2:10 h

Distanza: 3,32 km

Salita: 501 mt

Discesa: 486 mt

Punto più alto: 924 mt

Punto più basso: 424 mt

Periodo consigliato:

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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Come arrivare
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Garzonedo in Val Aurosina

Valchiavenna

Alla scoperta di un luogo poco conosciuto frequentato da chi ama il trekking d’alta quota.Garzonedo si trova in una delle valli più belle e intatte della zona: la Val Aurosina, che si arrampica impervia sulla sponda sinistra della Bregaglia italiana, nel territorio comunale di Piuro. È uno tra gli angoli rimasti ancora incontaminati in Valchiavenna.
 

Dettagli

La sua conformazione geografica difficile, unita ad una natura particolarmente ricca, hanno preservato dall’azione dell’uomo questo stupendo anfratto nel corso degli anni. Impossibile non rimanere catturati da tanta selvaggia bellezza. Ed è stato proprio pensando a quegli escursionisti che amano seguire i percorsi meno battuti, lontani dalle rotte più frequentate, che i volontari del Cai Chiavenna hanno voluto realizzare un bivacco che per la sua particolare conformazione, si inserisce in modo quasi simbiotico con l’ambiente circostante, impiegando materiali costruttivi presi sul posto: legna e pietra.

Il bivacco è attrezzato per ospitare fino a otto posti letto, dispone di qualche coperta e di un piccolo scaldavivande collegato alla bombola del gas. E´ pensato per dare riparo notturno a chi percorre lunghi tratti a piedi o a chi viene sorpreso da una tormenta o resta bloccato sotto un violento temporale. Non ci sono scorte di cibo e l’acqua, nel caso gli ospiti ne fossero sprovvisti, va attinta da un ruscello vicino.

Ci sono vari percorsi che raggiungono Garzonedo.

Il più diretto è quello che da Santa Croce di Piuro, sale tortuoso fino ai 1943 metri del bivacco.Per chi si muove in auto è possibile lasciare il veicolo in uno dei posteggi della frazione, seguendo a piedi le indicazioni per il Crotto Quartino. Da qui si prosegue sul sentiero che risale la stretta gola nella quale scorre il torrente Aurosina. La quota di partenza è di circa 500m.

La prima tappa è il nucleo di Tabiadascio a circa 1250m di altezza. Superato il limite del bosco, diventa fondamentale mantenere il contatto con i segnapasso bianchi e rossi. La salita si fa dura e gradualmente, seguendo i ripetuti tornanti, si giunge a Garzonedo, dove ha sede il bivacco visibile grazie al doppio colore rosso-bianco con cui è stata colorata la porta di ingresso. Dal bivacco si può puntare verso la Bocchetta di Scilano, a quasi 2200 metri di quota. In alternativa si può passare dal Lago del Grillo, rientrando a valle da Uschione, nel comune di Chiavenna. Per ogni informazione, è consigliabile prendere contatto con le guide alpine del posto.

Informazioni

Difficoltà: Difficile

Durata: 4:40 h

Distanza: 6,57 km

Salita: 1494 mt

Discesa: 57 mt

Punto più alto: 1944 mt

Punto più basso: 505 mt

Periodo consigliato:

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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Come arrivare

Mezzi pubblici: È possibile raggiungere Santa Croce di Piuro tramite collegamento bus linea STPS
Per orari https://www.stps.it/

Come arrivare: seguire la SS37 direzione Maloja

Parcheggio: Per chi si muove in auto è possibile lasciare il veicolo in uno dei posteggi della frazione, seguendo a piedi le indicazioni per il Crotto Quartino.

Punto di partenza: ottieni indicazioni in Google Maps

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