Consorzio per la promozione turistica della Valchiavenna

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Palazzo Vertemate Franchi

Dettagli

Costruita nella seconda metà del Cinquecento dai fratelli VertemateFranchi, ricchi commercianti della Valchiavenna, la villa sorge in una posizione privilegiata che le permise di salvarsi dalla frana del 1618 che distrusse il vicino borgo di Piuro. Attorno al palazzo si sviluppa un complesso paesaggistico armonioso: vigneti, frutteti, orti, un giardino all’italiana con peschiera a doppia esedra e un castagneto sul versante montano. Queste coltivazioni, mantenute nei secoli, testimoniano il profondo legame tra la dimora e il territorio.

Dopo un periodo di abbandono tra Ottocento e Novecento, la villa fu restaurata e arricchita di arredi d’epoca. Dal 1988 è diventata Casa Museo del Comune di Chiavenna, che ne ha curato il recupero e la valorizzazione, estendendo nel tempo il carattere museale anche ai giardini e alle coltivazioni storiche.

L’esterno, elegante ma sobrio, non lascia immaginare la ricchezza degli interni. Oltre il portale bugnato si apre un atrio affrescato dove compaiono le allegorie dei quattro elementi e divinità come Giunone, Cerere e Bacco, simboli del rapporto tra l’uomo e la natura. Le sale raccontano il gusto raffinato dei proprietari: soffitti lignei scolpiti e decorati, affreschi ispirati alle Metamorfosi di Ovidio e ambienti riccamente arredati.

Tra le stanze più suggestive spiccano la sala di Giunone, rivestita in legno intarsiato e datata 1577, la sala di Mercurio e Giove e lo spettacolare salone dello Zodiaco, dove i segni zodiacali si intrecciano con le attività agricole dei mesi dell’anno. Ai piani superiori si trovano le camere degli ospiti, tra cui quella del vescovo e la stanza dedicata a Giosuè Carducci, che visitò la villa durante i suoi soggiorni a Madesimo.

Oggi Palazzo Vertemate Franchi non è solo una dimora storica, ma un vero centro culturale: tra giardini, vigneto e panorami sulla valle si svolgono concerti, eventi e visite che permettono ai visitatori di riscoprire la bellezza di un luogo dove arte, natura e storia continuano a dialogare nel tempo.

Infopoint
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Piazza Caduti per la Libertà, 4
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Museo degli scavi di Piuro

Valchiavenna

A volte la terra custodisce un silenzio più profondo. A Piuro, quel silenzio racconta una città scomparsa, travolta in un attimo e rimasta viva nella memoria d’Europa. La chiamano “la Pompei delle Alpi”: non solo per la tragedia, ma per la forza con cui il passato continua a riaffiorare tra conoscenza, osservazione e valorizzazione.

Dettagli

Il Museo e degli Scavi di Piuro, ospitato nelle sacrestie della chiesa di Chiesa di Sant’Abbondio, raccoglie i frammenti di una comunità fiorente, distrutta il 4 settembre 1618 dalla frana del monte Conto. Mille vite spezzate, case, chiese e palazzi inghiottiti da tre milioni di metri cubi di roccia e fango. Un’eco che attraversò l’Europa, perché Piuro era crocevia di commerci, famiglie illustri e relazioni internazionali.
Tra le sale si incontrano campane antiche, come quella fusa nel 1398, utensili, armi, monete preziose — tra cui esemplari della Repubblica di Venezia — vasellame, oggetti di uso quotidiano e resti di officine artigiane. Ogni reperto è un frammento di vita interrotta: cucchiai, serrature, fibbie, persino uno scheletro ritrovato nell’atto di proteggersi dalla frana, immobile nel suo ultimo gesto umano.
Le 53 condutture in pietra ollàre, lunghe oltre 51 metri, raccontano l’ingegno idraulico che alimentava giardini e palazzi come il Vertemate Franchi. Le stampe seicentesche alle pareti mostrano Piuro prima e dopo il disastro, trasformando la visita in un viaggio tra splendore e rovina.
Gli scavi, iniziati già nei giorni successivi alla tragedia e ripresi nel Novecento grazie a un comitato italo-svizzero, hanno restituito strade selciate, muri di botteghe, oggetti preziosi e memorie sepolte.
Piuro prima della frana era un borgo ricco di chiese, ponti in pietra, palazzi decorati, locande e crotti. Dopo, divenne un simbolo: della fragilità umana, ma anche della resilienza della memoria.
Visitare il Museo e l’area archeologica significa camminare in una città nascosta, ascoltare ciò che la terra ha custodito per secoli e lasciarsi toccare da una storia che, pur spezzata, continua a parlare al cuore.

Informazioni
Museo degli scavi di Piuro
Strada Comunale
23020 Borgonuovo di Piuro (SO)
0343 37485
consorzioturistico@valchiavenna.com
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Aperture
Dal 1° giugno al 30 settembre
Sabato – domenica: 15-17

In altri orari e giorni a richiesta per gruppi min. di 5 persone, con preavviso di almeno 24 ore.

Tariffe
Biglietto intero: € 2,00
Biglietto ridotto: € 1,00
– studenti;
– gruppi scolastici;
– gruppi con min. 25 persone;
– ultrasessantenni.

Biglietto gratuito:
– possessori biglietto ingresso a Palazzo Vertemate Franchi e Cascate Acquafraggia.

Infopoint
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Piazza Caduti per la Libertà, 4
23022 Chiavenna (SO)
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