
La collegiata di San Lorenzo
Le origini della chiesta risalgono al V secolo: nel 973 era già dedicata a San Lorenzo, pieve nel 1042 e basilica nel 1098.. Nel 1537 un incendio ne distrusse il tetto in quercia. Ristrutturata l’anno successivo, nel 1719 venne ampliata verso il coro, furono ingrandite le volte e aggiunte maestose colonne in granito. Le decorazioni pittoriche , del tardo barocco, sono di Filippo Fiori e Giovanni Maria Giussani di Como. Di grande interesse sono i dipinti di Pietro Ligari (1738) e di Giuseppe Nuvolosi (1657); quest’ultimo è anche l’autore dei dipinti e degli affreschi della chiesa. Un crocifisso ligneo del ‘ 500 è situato nell’altare laterale a sinistra del maggiore.

Il porticato
La costruzione, opera di mastri ticinesi, risale al 1698-99. E’ un armonico esempio di architettura rinascimentale. Le lapidi sulle pareti ricordano che il porticato delimitava l’antico cimitero con cappelle gentilizie. Dal Porticato si accede al Museo del Tesoro che conserva un vasto corredo di preziosi paramenti e arredi sacri, un rarissimo codice musicale dell’XI secolo e la “Pace di Chiavenna”, coperta di evangelario dell’XI-XII secolo, capolavoro dell’oreficeria medievale.
La Pietà (1433)
Nel primo arco del porticato è murata la scultura della pietà. Il gruppo, in pietra òllare (la pietra locale che serviva per ricavare pentole ed elementi architettonici,), rappresenta Cristo deposto, a mezzo busto, attorniato dai simboli della Passione.
Il campanile
Distrutta la torre precedente, già esistente nel XII secolo, fu iniziato il 9 giugno 1597 il campanile attuale, che fu portato a termine nel 1603. sopra il portalino in pietra òllare le due chiavi incrociate, sormontate dall’aquila, costituiscono lo stemma civico in pietra più antico di Chiavenna.
Il fonte battesimale
La vasca è un monolito di pietra òllare ed è ornata da sculture a mezzo rilievo, che rappresentano la benedizione dell’acqua e l’amministrazione del battesimo.
Fu eseguita nel 1156 per servire a tutta la pieve di San Lorenzo. La scena rappresentata va lette ponendo al centro l’arciprete celebrante che legge sul messale e l’accolito. Alle spalle dell’arciprete, gli ecclesiastici: cinque clerici che portano rispettivamente la croce professionale, il candeliere, il turibolo, l’ampolla dell’olio dei catecumeni e quella del crisma. Alle spalle dell’accolito, dopo il chierico con cero pasquale, vi sono i laici: il bambino da battezzare sorretto dal padrino e tre rappresentanti delle classi sociali di allora, ovvero la nobiltà a cavallo, il proprietario di terre feudali sorvegliate da castelli o, secondo altri, il borghigiano, rappresentato dalla persona in una torretta e, infine, l’artigiano mercante, simboleggiato dal fabbro.

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