23022 - Chiavenna (SO) Piazza Caduti della libertà
T 0343 37485 F 0343 37361
Orari di apertura primavera - estate 2012
Dal lunedì al sabato, mattino dalle 08:00 alle 12:40, pomeriggio dalle 14:00 alle 19:00.
Domenica e festivi mattina dalle ore 08:30 alle 12:30, pomeriggio dalle 14:00 alle 18:00.
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Orari di apertura primavera - estate 2012
Dal lunedì al sabato, mattino dalle 08:00 alle 12:40, pomeriggio dalle 14:00 alle 19:00.
Domenica e festivi mattina dalle ore 08:30 alle 12:30, pomeriggio dalle 14:00 alle 18:00.
Cent’anni or sono, il 14 luglio 1901, il consiglio comunale di Isolato, come si chiamava allora il Comune di Madesimo, deliberava all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria al poeta più famoso d’Italia, Giosuè Carducci, che aveva scelto di passare lassù le sue vacanze estive.
La pergamena della cittadinanza onoraria fu consegnata al poeta nel giardino della villa Adele, nel pomeriggio di domenica 18 agosto 1901, tra discorsi, musica, sparo di mortaretti e fiori di montagna offertigli dai bambini. Alla sera un gran ballo fu organizzato nel salone dei cristalli del Grande Albergo.
A Madesimo e alla valle, Carducci dedicò “A una bottiglia di Valtellina del 1884” (in “Odi barbare”), “Elegia del Montespluga” e “Sant’ Abbondio” (in “Rime e ritmi”).
Il sentiero, che dal poeta prende il nome, collega, attraverso un folto bosco, Motta di Campodolcino a Madesimo, l’elegante stazione turistica estiva ed invernale dell’Alta Valle Spluga.
Lungo il percorso (20 minuti ca.) è possibile vedere il “sedile” dove Carducci si riposava durante le sue quotidiane passeggiate.
L’escursione offre anche l’opportunità di salire, in pochi minuti, da Campodolcino (m 1082), dove si può lasciare la macchina nell’ampio parcheggio, a Motta (m 1721) con la moderna funicolare Sky Express.
Motta è dominata dalla grande statua metallica di Nostra Signora d’Europa, alta 13 m, opera dello scultore Egidio Casagrande, rivestita di lamine d’oro e collocata su una struttura che funge da Santuario all’aperto.
Dopo aver visitato Madesimo e visto altri ricordi di Carducci, quali l’abete di Carducci e l’Osteria Vegia, abitualmente frequentata dal poeta, si percorre a ritroso il sentiero fino a Motta; quindi con la funicolare si raggiunge il parcheggio di Campodolcino.
Foto e testo a cura di Cesare Contin
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