Valchiavenna
Immerso tra le vette maestose e i ciclopici massi delle Alpi, il Santuario di Gallivaggio è un luogo dove il tempo si ferma e la fede respira tra cielo e montagna. Qui, da oltre cinque secoli, la devozione alla “Madre della Misericordia” trasforma ogni passo in preghiera e ogni sguardo in stupore di fronte alla natura e al mistero.
Era il 10 ottobre 1492 quando due ragazze dei vicini villaggi di Vho e Lirone, raccogliendo castagne di Gallivaggio, furono avvolte da una luce più forte del sole. Nel fulgore apparve loro la Vergine Maria, avvolta in un velo candido e circondata da angeli, che parlò con voce regale: chiedeva la conversione dei peccatori e l’osservanza del giorno festivo, promettendo preghiere incessanti per il popolo. Le giovani, tremanti e inginocchiate, riportarono il messaggio al parroco, e la notizia si diffuse rapidamente tra la comunità.
In seguito, la popolazione eresse prima una cappella in legno, poi una in muratura, fino alla costruzione della basilica iniziata nel 1598 e consacrata nel 1615 dal vescovo Filippo Archinti. Il campanile, alto 52 metri, fu completato nel 1731, simbolo della maestà del luogo e della costante presenza divina.
Oggi il Santuario affascina ancora per la sua posizione unica, incuneato tra rocce imponenti e boschi alpini. Nel 2018, una grande frana, con il distacco di circa 7500 metri cubi di roccia dalla montagna sovrastante, ha colpito l’area del santuario: alcuni massi si sono abbattuti anche sul tetto della chiesa, rendendo necessario un importante intervento di messa in sicurezza e restauro. I devoti, come allora, si radunano per pregare e lasciare scritti i loro ringraziamenti e petizioni sul “sacro masso”, testimone silenzioso dell’apparizione e custode di oltre 520 anni di fede. Oggi il Santuario è oggetto di interventi di recupero e valorizzazione, che ne permetteranno la piena restituzione alla comunità e ai visitatori. Gallivaggio non è solo un santuario: è un luogo dove il cielo sembra toccare la terra, e ogni cuore può trovare conforto e stupore.
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