Consorzio per la promozione turistica della Valchiavenna

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Madonna d’Europa di Motta in Valle Spluga

Valchiavenna

Immersa tra le cime maestose della Valle Spluga, la Statua della Madonna d’Europa a Motta è un simbolo di fede e di speranza che domina il paesaggio con la sua imponente presenza e la sua luce dorata. Il luogo, sospeso tra cielo e montagna, invita i visitatori a un pellegrinaggio tra devozione, natura e storia.

Dettagli

Si può raggiungere Motta partendo da Campodolcino con la funicolare sotterranea Sky Express, oppure a piedi da Madesimo, percorrendo un sentiero panoramico che, dopo circa trenta minuti, conduce fino ai piedi della statua posta a circa 2000 metri di altitudine. La vista apre il cuore e lo sguardo sulle vallate sottostanti, tra boschi, rocce e aria pura di montagna.

L’idea nacque nel 1955 da Don Luigi Re, fondatore della Casa Alpina di Motta, che desiderava erigere una stele in onore della Vergine. Con l’aiuto morale ed economico degli Alpini di Casatenovo e l’opera dello scultore Egidio Casagrande, la statua, inizialmente destinata al Pizzo Stella, trovò la sua collocazione definitiva sulla vetta della Serenissima, dove il 15 ottobre 1957 apparve in tutta la sua maestosa bellezza.

Sotto alla statua si trovano un altare, una cripta dedicata ai caduti europei dell’ultima guerra e una grande gradinata che guarda verso la Casa Alpina. Qui riposa Don Luigi Re, morto nel 1965, mentre la statua, inaugurata nel 1958 da S.E. Monsignor Giovanni Battista Montini, è oggi conosciuta come Vergine delle Vette, Nostra Signora d’Europa, punto di riferimento per fedeli e pellegrini provenienti da tutta Europa.

A pochi passi, il Lago Azzurro di Motta, con le sue acque limpide e intense, completa un panorama di straordinaria suggestione, rendendo la visita un’esperienza di spiritualità e contemplazione indimenticabile.

Infopoint
Consorzio Turistico Valchiavenna
Via Don Romeo Ballerini, 2
23021 Campodolcino (SO)
0343 50611
campodolcino@valtellina.it

Santuario di Gallivaggio in Valle Spluga

Valchiavenna

Immerso tra le vette maestose e i ciclopici massi delle Alpi, il Santuario di Gallivaggio è un luogo dove il tempo si ferma e la fede respira tra cielo e montagna. Qui, da oltre cinque secoli, la devozione alla “Madre della Misericordia” trasforma ogni passo in preghiera e ogni sguardo in stupore di fronte alla natura e al mistero.

Dettagli

Era il 10 ottobre 1492 quando due ragazze dei vicini villaggi di Vho e Lirone, raccogliendo castagne di Gallivaggio, furono avvolte da una luce più forte del sole. Nel fulgore apparve loro la Vergine Maria, avvolta in un velo candido e circondata da angeli, che parlò con voce regale: chiedeva la conversione dei peccatori e l’osservanza del giorno festivo, promettendo preghiere incessanti per il popolo. Le giovani, tremanti e inginocchiate, riportarono il messaggio al parroco, e la notizia si diffuse rapidamente tra la comunità.

In seguito, la popolazione eresse prima una cappella in legno, poi una in muratura, fino alla costruzione della basilica iniziata nel 1598 e consacrata nel 1615 dal vescovo Filippo Archinti. Il campanile, alto 52 metri, fu completato nel 1731, simbolo della maestà del luogo e della costante presenza divina.

Oggi il Santuario affascina ancora per la sua posizione unica, incuneato tra rocce imponenti e boschi alpini. Nel 2018, una grande frana, con il distacco di circa 7500 metri cubi di roccia dalla montagna sovrastante, ha colpito l’area del santuario: alcuni massi si sono abbattuti anche sul tetto della chiesa, rendendo necessario un importante intervento di messa in sicurezza e restauro. I devoti, come allora, si radunano per pregare e lasciare scritti i loro ringraziamenti e petizioni sul “sacro masso”, testimone silenzioso dell’apparizione e custode di oltre 520 anni di fede. Oggi il Santuario è oggetto di interventi di recupero e valorizzazione, che ne permetteranno la piena restituzione alla comunità e ai visitatori. Gallivaggio non è solo un santuario: è un luogo dove il cielo sembra toccare la terra, e ogni cuore può trovare conforto e stupore.

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Allegati

Casa Natale di San Luigi Guanella

Valchiavenna

La vita di San Luigi Guanella è una storia di fede, umiltà e carità vissuta nel quotidiano. Nato tra le montagne della Valle Spluga, seppe trasformare la semplicità delle sue origini in una missione universale: prendersi cura dei più poveri e dei più fragili, portando ovunque il segno concreto della Provvidenza.

Dettagli

Luigi Guanella nacque a Fraciscio di Campodolcino il 19 dicembre 1842 da Lorenzo Guanella e Maria Bianchi. Durante la Prima Comunione, l’8 aprile 1852 a Gualdera, visse un’esperienza spirituale che segnò profondamente la sua vita: l’apparizione della Madonna che gli preannunciò un futuro dedicato alla carità. Fu ordinato sacerdote il 26 maggio 1866 e celebrò la prima Messa a Prosto di Piuro. Nel suo cammino entrò in contatto con l’Opera del Cottolengo e con Don Bosco, con cui collaborò per alcuni anni nella Pia Società Salesiana.

Richiamato poi dal Vescovo di Como, proseguì il suo ministero in diverse parrocchie fino a Pianello del Lario. Nel 1886 fondò a Como la Congregazione delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza e, insieme ai Servi della Carità (i Guanelliani), diede vita a numerose opere dedicate ai poveri, agli anziani e agli emarginati in Italia, negli Stati Uniti e in Svizzera. Morì a Como il 24 ottobre 1915; fu proclamato Beato nel 1964 da Paolo VI e Santo nel 2011 da Benedetto XVI.

A Fraciscio si può visitare la casa natale del Santo, costruita dal padre Lorenzo nella prima metà dell’Ottocento. Acquistata dai Guanelliani nel 1948 e restaurata nel tempo, conserva ambienti semplici e ricchi di memoria: la “stüa” dove la famiglia pregava insieme, la stanza dove nacque Luigi e quella dove, tornato dal seminario, pregava e studiava sotto un soffitto dipinto da lui con il cielo del Paradiso.

Davanti alla casa si trova il monumento di Alfredo Vismara (2005), che raffigura Luigi e la sorella Caterina mentre giocano a preparare la minestra per i poveri. Un gesto semplice che racchiude l’insegnamento ricevuto dai genitori: condividere con chi ha bisogno. Un messaggio che Don Guanella avrebbe poi affidato ai suoi figli spirituali: “Tutto il mondo è patria vostra.”

Informazioni
Casa Natale di San Luigi Guanella
Parrocchia S. Giovanni Battista Campodolcino (SO)
0343 50118
Infopoint
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Via Don Romeo Ballerini, 2
23021 Campodolcino (SO)
0343 50611
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Anello ciclabile Campodolcino – Isola- Pian dei Cavalli – Campodolcino

Valchiavenna

Il Pian dei Cavalli è uno dei luoghi più belli e conosciuti della Valle Spluga.
Si tratta di un ampio e luminoso altopiano  con pascoli, rocce calcaree, grotte e doline che separa la Valle di Starleggia, a sud, dalla Val Febbraro, a nord.
E’ un sito archeologico dove negli scorsi decenni sono stati ritrovati testimonianze della presenza di nuclei di cacciatori del Mesolitico, cioè circa 10.000 anni fa.

Dettagli

Al termine dell’abitato di Campodolcino si segue la strada provinciale SP1 incassata nello stretto fondovalle fino al pittoresco paesino di Isola, di cui si percorre la strada comunale per poi  svoltare a sinistra davanti alla storica locanda Cardinello, importante punto tappa della Via Spluga. Da qui si  percorre un tratto lastricato in salita che affianca la vecchia chiesa parrocchiale dei Ss. Martino e Giorgio e poi si prosegue sulla strada asfaltata per Mottaletta, tipico nucleo rurale con bei esemplari di carden. Prima del nucleo si svolta a sinistra su strada asfaltata consortile che sale in mezzo ai pascoli fino a Cà Raseri  (m 1480). Qui si attraversa il ponte sul torrente Febbraro portandosi sul versante idrografico destro e si sale  su fondo misto fino all’alpe Frondaglio  (m1820) attraversando boschi di larici.

Superate le ultime baite dell’alpe Frondaglio il panorama si apre offrendo una spettacolare vista sull’alta Vallespluga. il bosco lascia il posto ad ampi pascoli caratterizzati dalla presenza di  rododendri e fiori alpini. Il nuovo tracciato sale con pendenze variabili fino ad arrivare al  centro del vasto altipiano del Pian dei Cavalli (m 2100). Da qui si scende  verso il limite meridionale del piano con dolci pendenze su fondo misto, arrivati sopra l’alpe Toiana (m 1925) il percorso scende per pochi tornanti  e poi segue un lungo traverso con moderate pendenze fino ad entrare nella conca di S. Sisto. Attraversato un ponticello ci si porta al centro della valle e si scende fino alla ex cava di S. Sisto  (m 1769)per poi seguire la strada bianca consortile fino a Starleggia (m 1560) e da qui si raggiunge Campodolcino su strada comunale asfaltata.

Informazioni

Difficoltà: Difficile

Durata: 4:25 h

Distanza: 25,36 km

Salita: 1061 mt

Discesa: 1061 mt

Punto più alto: 2110 mt

Punto più basso: 1082 mt

Periodo consigliato:

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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Come arrivare
Infopoint
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Da Campodolcino a Fraciscio

Valchiavenna

Giro in bici da corsa facile. Adatto a ogni livello di allenamento. Superfici per lo più asfaltate e facili da percorrere in bici.
 

Dettagli

Una salita breve ma intensa, la preferita dalle cicliste e dai ciclisti locali per scaldarsi le gambe prima di proseguire verso il Passo dello Spluga.

Il piccolo villaggio della frazione di Fraciscio, patria del santo Don Luigi Guanella, è caratterizzato da un’atmosfera accogliente e dall’ospitalità dei propri abitanti.

Adagiato sulla sponda orografica destra, questo nucleo alpino ha conservato per molti versi quegli elementi che lo rendono speciale agli occhi di coloro che cercano una località intima e autentica della montagna. Qui il tempo trascorre scandito da riferimenti umani, differenti da quelli che condizionano invece la giornata delle più classiche mete turistiche.

Informazioni

Difficoltà: Facile

Durata: 0:30 h

Distanza: 2,84 km

Salita: 237 mt

Discesa: 1 mt

Punto più alto: 1336 mt

Punto più basso: 1099 mt

Periodo consigliato:

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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Come arrivare

Come arrivare: Campodolcino è raggiungibile in auto tramite la SS36, direzione Passo Spluga.

Punto di partenza: ottieni indicazioni in Google Maps

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23021 Campodolcino (SO)
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campodolcino@valtellina.it

Da Campodolcino a Starleggia

Valchiavenna

Gita in bici da corsa moderata. Buon allenamento richiesto. Superfici per lo più asfaltate e facili da percorrere in bici.
Una piacevole salita lontana dal traffico, non eccessivamente impegnativa, che porta fino a Starleggia.

Dettagli

Questa frazione di Campodolcino è collocata sul versante destro della valle in posizione panoramica e si trova a 1.565 metri di quota su uno dei ripiani minori sotto la grande scarpata rocciosa che tronca a est il Pian dei Cavalli e la Piana di San Sisto.

Una volta in cima si gode un grandioso panorama sul Pizzo Stella, Groppera, Emet e Suretta.

Starleggia è inoltre famosa per le sue patate, rinomate oltre che per la loro bontà anche per le riconosciute proprietà antiossidanti, dovute alla presenza della cianotina, una sostanza conferisce la particolare colorazione blu e viola ai preziosi tuberi della Valle Spluga.

Informazioni

Difficoltà: Facile

Durata: 0:55 h

Distanza: 6,17 km

Salita: 485 mt

Discesa: 0 mt

Punto più alto: 1569 mt

Punto più basso: 1084 mt

Periodo consigliato:

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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Come arrivare

Come arrivare: Campodolcino è raggiungibile in auto tramite la SS36.

Parcheggio: Parcheggio gratuito parco Acquamerla oppure Funicolare Sky Express.

Punto di partenza: ottieni indicazioni in Google Maps

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Via Don Romeo Ballerini, 2
23021 Campodolcino (SO)
0343 50611
campodolcino@valtellina.it

Cà Bardassa

Valchiavenna

C’è una casa che non è solo muri e tetti, ma scrigno di memorie, di gesti quotidiani e di vite intrecciate con la montagna. A Fraciscio di Campodolcino, a 1341 metri di quota,
la Cà Bardassa racconta la storia di un tempo in cui ogni pietra, ogni travatura e ogni focolare era parte integrante della vita rurale alpina.

Dettagli

Costruita tra il XVII e l’inizio del XVIII secolo, la casa deve il suo nome a uno degli ultimi proprietari. Oggi di proprietà della Comunità Montana della Valchiavenna, la Cà Bardassa ospita la sede locale del museo etnografico, offrendo una testimonianza vivida dell’ambiente montano e della dimora rustica.
Il grande tetto a due falde rivestito in “piòte” copre l’intero edificio, dividendo la residenza dal fienile. Al piano seminterrato, quattro locali adibiti a stalla ospitavano mucche, capre, maiali e galline, mentre l’ingresso conduce a un ampio corridoio centrale, l’“àndit”, da cui si diramano tutti i locali e la scala in legno per il piano superiore.
La cucina, con muri in pietrame e grande focolare, si affianca alla stüa, gioiello della casa, interamente rivestita in legno di larice e decorata con finiture di pregio. La stüa comunica con la camera “stüin” più piccola ed è riscaldata dalla “pigna” in muratura. Al piano superiore, altre camere e il grande fienile, alto due piani, si connettono tramite un originale ballatoio in legno che attraversa il fabbricato, unendo funzionalità e armonia architettonica.
Visitare la Cà Bardassa significa camminare tra spazi vivi di un tempo, percepire l’equilibrio tra lavoro e vita domestica, scoprire l’ingegno e la cura con cui la montagna e le mani degli uomini hanno plasmato una dimora che continua a raccontare la storia di una comunità e della sua identità.

Informazioni
Cà Bardassa
Via Fraciscio
23022 Chiavenna (SO)
0343 50628
info@museoviaspluga.it
Vai al sito web

Informazioni e Tariffe
Tel +0343 50628 – 3920350903
Ingresso: € 3, Ridotto € 2,00

Infopoint
Consorzio Turistico Valchiavenna
Piazza Caduti per la Libertà, 4
23022 Chiavenna (SO)
0343 37485
consorzioturistico@valchiavenna.com

Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo

Valchiavenna

Tra montagne maestose e silenzi attraversati dal vento, esiste un luogo dove il passato continua a camminare accanto a noi. È uno spazio che racconta viaggi, fatiche, sogni e ingegno: un luogo in cui ogni oggetto custodisce la voce di chi ha vissuto e lavorato lungo antichi sentieri alpini.

Dettagli

Il Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo ha sede nello storico edificio cinquecentesco della frazione Corti di Campodolcino. Le sue mura raccontano la civiltà della valle e il ruolo fondamentale che la viaSpluga ebbe nei secoli come ponte vitale tra il Mediterraneo e le terre a nord delle Alpi. Non solo una strada, ma un destino condiviso di scambi, incontri e trasformazioni.

Le sale ospitano sezioni dedicate ai mestieri tradizionali, al turismo invernale, alla dimora tipica, ai lavori femminili, ai giochi di un tempo e ai traffici che animavano la viaSpluga. Ogni ambiente restituisce frammenti di vita quotidiana, restituendo dignità e memoria a gesti semplici ma fondamentali.
Il percorso si snoda attraverso antiche “stüe” d’abete, autentici scrigni di calore alpino, tra cui una preziosa stanza datata 1576. Qui il legno profuma ancora di storia e intimità domestica.

Nel Palazzo, alla fine dell’Ottocento, il Santo don Luigi Guanella fondò l’“Opera Pia S. Antonio”, una scuola artigianale che offriva alle giovani del luogo la possibilità di imparare il cucito, il ricamo — come il raffinato pizzo di Cantù — e la lavorazione del legno e della paglia. Un seme di riscatto e speranza affidato alle mani delle donne della valle.
All’ultimo piano, la sezione scientifica apre lo sguardo sull’ambiente naturale, con un laboratorio dedicato all’acqua e all’energia. All’interno è possibile visitare anche la cappella settecentesca di Sant’Antonio, restaurata con cura: uno spazio raccolto, dove il silenzio invita alla contemplazione e la storia si fa preghiera.

Informazioni
Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo
Piazza S.Antonio, Frazione Corti
23021 Campodolcino (SO)
0343 50628
info@museoviaspluga.it
Vai al sito web

Apertura e tariffe
www.museoviaspluga.it

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Consorzio Turistico Valchiavenna
Via Don Romeo Ballerini, 2
23021 Campodolcino (SO)
0343 50611
campodolcino@valtellina.it

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