Consorzio per la promozione turistica della Valchiavenna

Stazione Ferroviaria Chiavenna
Piazza Caduti per la Libertà
23022 Chiavenna (SO)
consorzioturistico@valchiavenna.com

Tracciolino in Valchiavenna

Valchiavenna

Il Tracciolino è uno dei percorsi panoramici più spettacolari della Valchiavenna, un itinerario sospeso tra la Val Codera e la Val dei Ratti che attraversa gallerie scavate nella roccia, tratti ciclopedonali e paesaggi affacciati sul Lago di Mezzola e sulle montagne alpine.

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Realizzato negli anni Trenta per collegare le opere idroelettriche delle valli Codera e dei Ratti, il Tracciolino nasce come ferrovia di servizio utilizzata dal personale Edison per gli spostamenti lungo il versante montano. Ancora oggi il percorso conserva i segni di questa origine: lungo il tracciato sono infatti presenti rotaie, gallerie e opere ingegneristiche che testimoniano il passato industriale della valle.

Il percorso si sviluppa per alcuni chilometri ad una quota media di 920 metri, mantenendo un andamento quasi completamente pianeggiante. Questa caratteristica lo rende particolarmente apprezzato sia dagli escursionisti sia dagli amanti della mountain bike, che possono attraversare un ambiente alpino spettacolare senza affrontare forti dislivelli.

Uno degli elementi più suggestivi del Tracciolino è il rapporto continuo tra il sentiero e la roccia. Gran parte del percorso è infatti scavata direttamente nella montagna e attraversa diverse gallerie, alcune strette e altre più ampie, che si alternano a balconate naturali affacciate sul Lago di Mezzola, sull’Alto Lago di Como e sulla bassa Valchiavenna.

Lungo il tragitto si incontrano inoltre scorci panoramici particolarmente spettacolari, con viste che si aprono improvvisamente tra le pareti rocciose e permettono di osservare dall’alto il paesaggio fluviale e montano della valle. Il continuo alternarsi tra ambienti chiusi e aperture panoramiche contribuisce a rendere l’esperienza dinamica e fortemente immersiva.

Il Tracciolino collega ambienti naturali e piccoli nuclei abitati storicamente isolati, come San Giorgio e Codera, borghi raggiungibili soltanto attraverso sentieri e percorsi pedonali. Questa dimensione sospesa tra natura e presenza umana rappresenta uno degli aspetti più caratteristici dell’itinerario.

Dal punto di vista escursionistico, il percorso è considerato accessibile anche a chi non possiede una preparazione tecnica avanzata, pur richiedendo attenzione in alcuni tratti scavati nella roccia e nelle gallerie. Per questo motivo vengono consigliati abbigliamento da montagna, torcia o luce frontale e scarpe adatte al terreno sconnesso.

Negli ultimi anni alcune porzioni del tracciato sono state interessate da lavori di messa in sicurezza e limitazioni dovute a frane e condizioni meteorologiche. Attualmente risultano riaperti alcuni tratti del percorso, mentre altre sezioni restano soggette a restrizioni per motivi di sicurezza. Si consiglia di verificare l’apertura del tracciato ed eventuali modifiche del percorso presso gli infopoint del territorio prima di intraprendere l’escursione.

Il Tracciolino continua oggi a rappresentare una delle esperienze più iconiche della Valchiavenna, capace di unire paesaggio alpino, memoria storica e ingegneria montana lungo un itinerario che mantiene ancora intatto il fascino originario delle grandi opere costruite tra le montagne.

Infopoint
Consorzio Turistico Valchiavenna
Via Don Romeo Ballerini, 2
23021 Campodolcino (SO)
0343 50611
campodolcino@valtellina.it

Vela sul Lago di Como tra Alto Lario e Valchiavenna

Valchiavenna

Sulle acque del Lago di Como, nel tratto settentrionale conosciuto come Alto Lario, la vela diventa molto più di uno sport: è un incontro continuo tra vento, luce e silenzio, un modo diverso di abitare il lago e lasciarsi attraversare dalla sua energia.

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Qui le condizioni naturali creano un ambiente ideale per la navigazione: venti regolari, acque ampie e scenari che alternano montagne e borghi affacciati sull’acqua. È in questo contesto che la vela trova la sua espressione più autentica, tra corsi per principianti, uscite guidate e navigazioni più tecniche per chi ha già esperienza.

Le scuole e i circoli velici del territorio permettono a chiunque di avvicinarsi a questa disciplina, trasformando ogni uscita in barca in un momento di apprendimento e scoperta. Non si tratta solo di imparare a governare una vela, ma di comprendere il ritmo del vento e dialogare con l’acqua.
Navigare sul Lago di Como significa lasciarsi alle spalle la riva e entrare in una dimensione sospesa, dove il tempo rallenta e tutto si riduce all’essenziale: il suono dell’acqua, la direzione del vento, la rotta da seguire.

In questo equilibrio sottile tra natura e movimento, la vela diventa un’esperienza
che unisce tecnica e contemplazione, adrenalina e quiete.
Perché qui non si naviga soltanto: si impara a leggere il lago, e a farne parte.

Per maggiori info https://www.northlakecomo.net/309-Sport-acquatici-Vela

Infopoint
Consorzio Turistico Valchiavenna
Piazza Caduti per la Libertà
23022 Chiavenna (SO)
0343 37485
consorzioturistico@valchiavenna.com

Canottaggio sul Lago di Mezzola in Valchiavenna

Valchiavenna

Quando l’estate avvolge la Valchiavenna, l’acqua del Lago di Mezzola si trasforma in una pista silenziosa, pronta ad accogliere chi desidera scoprire il ritmo elegante e profondo del canottaggio. A Verceia, lo sport diventa un invito aperto a tutti: avvicinarsi ai remi significa entrare in un mondo fatto di equilibrio, armonia e ascolto.

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Il canottaggio, disciplina antichissima, affonda le sue radici già in epoca romana
e ha attraversato i secoli trasformandosi in una delle espressioni sportive più nobili
e affascinanti. Dalle regate veneziane del XIV secolo, regolamentate dal doge Giovanni Soranzo, fino alle prime competizioni ufficiali sul Tamigi nel 1715, questa pratica ha costruito una storia fatta di acqua, sfida e tradizione. Anche il Leander Club, nato
nel 1818 tra Oxford e Cambridge, testimonia la sua lunga eredità sportiva.

In Valchiavenna, questa tradizione prende vita proprio sul Lago di Mezzola, dove dal 2008 opera la Canottieri Retica, realtà che riunisce atleti e appassionati. Durante la stagione estiva, l’associazione apre le porte a chi vuole provare questa disciplina, offrendo corsi introduttivi, uscite guidate e programmi avanzati per atleti più esperti.

Basta uno sguardo dalla riva per comprendere la magia del canottaggio: le imbarcazioni scivolano sull’acqua immobile con una grazia quasi irreale, mentre il movimento dei remi scandisce un ritmo ipnotico e costante. Il silenzio del lago, rotto solo dal respiro dell’acqua, crea un’atmosfera sospesa, profondamente poetica.

Qui, tra riflessi e montagne, il canottaggio non è solo sport: è un’esperienza che unisce fatica e bellezza, concentrazione e libertà. Per chi desidera avvicinarsi a questo mondo, basta un contatto con l’associazione per lasciarsi guidare dentro questa armonia sull’acqua.

Informazioni
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Frasnedo e val dei Ratti

Valchiavenna

Frasnedo è una ridente località nella Valle dei Ratti, a 1287 metri di altezza. Molti gli itinerari che si sviluppano con partenza dal borgo in varie direzioni.
possibilità di giri ad anello. Vista spettacolare sul lago di Como.

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Il nucleo di Frasnedo è molto caratteristico, ben conservato e curato, propone ai turisti di passaggio la calda ospitalità dell’omonimo rifugio, di proprietà del consorzio d’alpe, che offre pasti generosi e un alloggio per la notte.

Il borgo può essere raggiunto direttamente da Verceia oppure lasciando l’auto all’altezza del Tracciolino (fine strada pastorale) con possibilità di percorsi alternativi lungo il torrente Ratti.

E’ possibile fare il permesso auto per il transito sulla strada che porta alla Valle dei Ratti, lo si può richiedere in tutti i bar di Verceia. Il percorso è ben segnalato e attraversa boschi di castagni secolari. Volendo proseguire il cammino, all’altezza del rifugio, una larga traccia in leggera discesa si addentra nella valle portando alle stalle di Corveggia (1221 m) ed al ponte sul torrente di fondovalle.

Sull’opposto versante si prosegue seguendo una larga traccia che sale a svolte e raggiunge le case dell’Alpe Nave (1454 m), poco sopra si abbandonano le indicazioni per il Rifugio Primalpia e si prosegue ancora compiendo un traverso ascendendente. Si entra nel bosco raccordandosi nuovamente con un ampio tracciato che va seguito fino alle baite dell’Alpe Lavazzo (1560 m), posto su un terrazzo di questa valle secondaria chiamata Val Codogno.

Per chi se la sente, la passeggiata può proseguire oltre, aggiungendo tre ore di cammino. Si punta verso Corveggia, seguendo stradine e sentieri che attraversano i borghi di Tabiate (1253 m), Camerate (1792 m), Talamucca (2100 m).Superati i vasti pascoli si giunge al cospetto di un ampio anfiteatro glaciale, dove sorge maestosa la Capanna Volta. uesto luogo è circondato da spettacolari cime: su tutte, il Sasso Manduino (2888 m) e il Pizzo Ligoncio (3033m).

La Capanna Volta ha una storia secolare. Voluta dalla sezione del Club Alpino Italiano di Como nei primi anni del ‘900 sorge in alta Val dei Ratti a 2212 m. La Capanna offre circa 40 posti letto, è dotata di cucina con acqua, stufa a legna ed una dispensa con viveri di prima necessità e di una piccola cassetta per il pagamento del pernottamento e delle consumazioni.Per prenotazioni: https://volta.caicomo.it/

Informazioni

Difficoltà: Difficile

Durata: 4:40 h

Distanza: 7,85 km

Salita: 1296 mt

Discesa: 0 mt

Punto più alto: 2204 mt

Punto più basso: 908 mt

Periodo consigliato:

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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Come arrivare

Mezzi pubblici: È possibile raggiungere Cerceia tramite collegamento treno linea Colico – Chiavenna
Per orari https://www.trenord.it/

Punto di partenza: ottieni indicazioni in Google Maps

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Escursione in Val Codera Novate – Rifugio Brasca ( Sentiero Roma prima tappa)

Valchiavenna

Una valle di 45 chilometri quadrati di territorio priva di accesso stradale. Un’area che permette al visitatore di fruire di un’ampia varietà di paesaggi:.

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Una valle di 45 chilometri quadrati di territorio priva di accesso stradale, che ha saputo mantenere un ambiente naturale integro, solcato da percorsi pedonali che collegano antichi aggregati rurali ed alpeggi. Un’area che permette al visitatore di fruire di un’ampia varietà di paesaggi: dalle viste panoramiche sul lago di Mezzola, ai canyon scavati dal fiume Codera e della Val Mala, dalle fiabesche selve di castagni della media valle ai circhi glaciali delle valli Averta ed Arnasca. Lontano da tutto, Codera, il piccolo capoluogo della valle, riflette questo isolamento: un borgo plasmato nel granito, appartato e solitario, vissuto tutto l’anno da un pugno di inossidabili valligiani e appassionati. Si può partire a piedi direttamente dalla stazione ferroviaria di Novate Mezzola oppure in auto raggiungendo la frazione di Mezzoalpiano, lasciando l’auto in uno dei parcheggi in zona.La mulattiera sale subito regolare nel bosco con bellissimi tratti a gradoni in pietra. Si guadagna rapidamente quota e si giunge ad una zona più aperta sotto alcune pareti di roccia, dove un’ultima serie di gradoni porta fuori dal tratto più ripido.

Passata una cappellina, posta in splendida posizione panoramica, il sentiero continua passando per la località Avedée, e con qualche saliscendi prosegue nei bellissimi boschi della Val Codera. fino a raggiungere il paese di Codera, dove si trovano alcuni rifugi con possibilità di ristoro e pernottamento.

Da Codera è possibile proseguire la camminata fino a Bresciadega. La mulattiera si alterna a volte ad una pista sterrata, atraversando più volte torrenti e ruscelli, e dopo un tratto in pineta, permette di raggiungere l’ampia spianata di Brescadega (m. 1214), dove si trova il rifugio omonimo. Uscendo dall’ampia radura, proseguendo in fondo alla quale è possibile raggiungre il rifugio Brasca, punto di partenza di molti altri itinerari di alta quota.

Informazioni

Difficoltà: Media

Durata: 4:00 h

Distanza: 10,67 km

Salita: 1062 mt

Discesa: 82 mt

Punto più alto: 1293 mt

Punto più basso: 314 mt

Periodo consigliato:

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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Scarica il tracciato KML

Come arrivare

Mezzi pubblici: Novate Mezzola è raggiungibile con treno
CLICCA QUI PER ORARI

Come arrivare: Si può partire a piedi direttamente dalla stazione ferroviaria di Novate Mezzola oppure in auto raggiungendo la frazione di Mezzoalpiano, lasciandola in uno dei parcheggi in zona.

Parcheggio: Frazione Mezzoalpiano

Punto di partenza: ottieni indicazioni in Google Maps

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Biking cuccioli in sella

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In sella da Chiavenna fino al Lago di Mezzola, alla scoperta degli animali che a primavera si apprestano ad accogliere i loro piccoli.

La primavera offre alle famiglie la possibilità di compiere molte escursioni lungo la rete di percorsi ciclabili della Valchiavenna. Tra i tanti itinerari a disposizione delle due ruote a pedali, quello che parte da Chiavenna e costeggia tutto il fiume Mera fino al Lago di Mezzola è sicuramente tra i più belli da percorrere in questo periodo dell’anno.

Non solo perché l’intero percorso è posto in leggera discesa (da valutare la possibilità di fare rientro in treno), ma soprattutto perché in questo periodo la gita offre la straordinaria opportunità di ammirare lungo il percorso, gli ultimi nati delle tante specie che popolano questa porzione di territorio.

Accompagnare i propri bambini a scoprire e osservare questi animali nel loro habitat naturale, è forse l’esperienza più bella da condividere in bicicletta.

Il percorso Se arrivate in auto a Chiavenna, vi suggeriamo di posteggiare in via Aldo Moro, nell’area di sosta libera vicino al campo sportivo.

Da qui parte la pista ciclabile che scorre a fianco del fiume, attraversando i comuni di Mese, Gordona e Samolaco, fino a giungere al lago di Novate Mezzola, per un totale di 17 chilometri.

Leprotti e martin pescatore Via via che ci si avvicina al lago, è facile scorgere gli animali che popolano questo tratto prospiciente ai corsi d’acqua. Vicino all’argine, per esempio, piccoli leprotti attraversano spesso la pista ciclabile, sorpresi dall’arrivo delle biciclette. La curiosità li spinge a rimanere immobili sul bordo del tracciato, lasciandosi fotografare. Meno tranquillo, ma altrettanto affascinante, è il martin pescatore, riconoscibile per il colore azzurro brillante del suo piumaggio che contrasta con l’arancione del petto. Ad aprile si può osservare la coppia impegnata nel reperire il cibo per i piccoli. Cigni e folaghe L’ultimo tratto che costeggia il fiume prima del lago offre la possibilità di osservare i cigni nella cova delle uova. Il nido di solito è vicino alla riva in un luogo protetto dalla vegetazione, realizzato con rami secchi. La femmina depone dalle 5 alle 8 uova, che vengono covate con l’aiuto del maschio per un periodo di circa 35 giorni.

Alla nascita, i piccoli hanno un piumaggio di colore grigio. Le folaghe – distinguibili dalla macchia bianca nel centro della testa – iniziano la costruzione del nido a marzo. Utilizzano canne, giunchi e vario materiale vegetale. I pulli – come si chiamano i piccoli delle folaghe – esibiscono un piumaggio vivace che ne indica l’ordine di nascita.

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