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Orari di apertura primavera - estate 2012
Dal lunedì al sabato, mattino dalle 08:00 alle 12:40, pomeriggio dalle 14:00 alle 19:00.
Domenica e festivi mattina dalle ore 08:30 alle 12:30, pomeriggio dalle 14:00 alle 18:00.
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Lunghi sci di legno senza le lamine, attacchi che bloccano solo la punta degli scarponi, un lungo bastone di legno al posto dei bastoncini. Con questa attrezzatura Sondre Norheim - verso la fine dell’800 – sviluppò in Norvegia la tecnica della sciata telemark, sulle colline presso la sua città, nella regione chiamata Telemark.
Questo modo di sciare costituiva in effetti la tecnica adeguata e più efficace rispetto all’attrezzatura di cui allora si disponeva.
La curva che derivava dalla posizione a telemark – piegando il ginocchio interno e portando avanti lo sci esterno - era prolungata e ampia, ad hoc per la profonda neve e per le pendenze dolci e poco sostenute delle montagne norvegesi.
Indubbiamente, soprattutto per questi motivi legati ad un tipo particolare di terreno, il telemark si è sviluppato, evolvendosi sempre più, allargandosi poi ai Paesi Nordici confinanti.
Sulle Alpi invece, la tecnica di sciata segue strade diverse. I nostri terreni, caratterizzati più che altro da stretti canaloni e pendii ripidi, necessitano di attrezzature e stili differenti.
Grazie alla scuola austriaca ci si porta, anche con l’attrezzatura, più vicini alla tecnica più efficace per sciare nelle condizioni tipiche delle nostre montagne.
Al posto del lungo bastone di legno, due bastoncini; gli attacchi hanno tiranti che tengono bloccato il tallone e gli sci hanno le lamine di metallo. Con tale attrezzatura la sciata risulta ad una velocità più controllata, le curve più angolate e strette, e c’è la possibilità di scendere in sicurezza anche su pendii di neve dura. Dalla scuola austriaca alla francese, a quella italiana: un’evoluzione continua fino ai giorni nostri.
E il telemark?
Il telemark continuava ad esser praticato in Norvegia, nei Paesi confinanti e negli States, ma in sordina. Poi,verso la fine degli anni ’70, in Colorado, un piccolo gruppo di sciatori escursionisti rispolverò la tecnica per la discesa in neve fresca.
In breve il telemark si diffuse, all’inizio anche con forme spettacolari che quasi tradivano la natura schiva e silenziosa di tale disciplina: competizioni di sci acrobatico, di slalom, addirittura il chilometro lanciato.
Con il passare degli anni tutto si è ridimensionato ed oggi assistiamo alla rinascita del telemark attraverso prospettive diverse tra loro. Una rinascita vera e non un semplice fatto di moda del momento.
Abbiamo la ricerca della velocità, le gare, l’azione sulle piste battute, ma anche la sciata fuori pista, di matrice scialpinistica, alla ricerca del piacere della lentezza, della curva morbida e fluida.
La Valchiavenna offre all’appassionato dello sci a tallone libero una vasta gamma di possibilità: dal principiante al più esigente telemarker back country. Il comprensorio sciistico della Valle Spluga, con la varietà di piste e discese in fuori pista, è la “soluzione” ideale sia per chi vuole iniziare la pratica del telemark, sia per lo sciatore esperto . Il principiante potrà inoltre trovare a Madesimo maestri di sci specializzati in telemark e apprendere quindi i primi rudimenti della disciplina seguendo gli insegnamenti dell’esperto.
Il telemarker esigente avrà di che sbizzarrirsi sulle piste più impegnative e nel fuori pista doc del Canalone. Il fascino del telemark rimane comunque a mio giudizio, nella sciata in neve fresca, nei boschi e sui pendii alti delle vette.
Salire nel silenzio del mattino verso la montagna ancora in ombra, scoprire la luce che pian piano da dietro le creste ci raggiunge. Salire ancora e raggiungere un alpe, un colle, una vetta ormai nel sole alto.
Poi la discesa a curve ampie e ogni curva un’avventura: una bella piega o una caduta,
non importa il telemark è così. Una danza disegnata sulla neve. Ognuno di noi con il proprio stile, in grande libertà.
L’alta Valle Spluga con le sue magnifiche vette offre all’appassionato dello sci di montagna itinerari di gran classe. Mete ambite sono i Pizzi Tambò, Suretta, Ferrè, il Pizzo Stella. Cime consigliate all’esperto sciatore alpinista, con un buon bagaglio tecnico per quel che riguarda la conoscenza in materia di neve e valanghe e di autosoccorso, oltre ovviamente a una consolidata esperienza di tecnica telemark fuoripista.
Per chi invece volesse avvicinarsi allo sci alpinismo con tecnica telemark, ci sono altre gite di più facile approccio e inoltre esiste la possibilità di frequentare i corsi base, organizzati
da guide alpine specializzate dell’Associazione Guide della Valchiavenna.
Per tutti, un antico nuovo modo di scivolare sulla neve fresca.
Libero il tallone, libera la mente!
«Certo, il Telemark si può insegnare, si può imparare, ma oltre alla tecnica, i testi, le parole deve rimanere un segreto colloquio con se stessi, con la gestualità del proprio corpo per dare massima espressività estetica ad una sciata che rappresenta un omaggio a tutti coloro che in un passato non molto lontano ne furono i veri, solitari interpreti».
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