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Dal lunedì al sabato, mattino dalle 08:00 alle 12:40, pomeriggio dalle 14:00 alle 19:00.
Domenica e festivi mattina dalle ore 08:30 alle 12:30, pomeriggio dalle 14:00 alle 18:00.

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Orari di apertura primavera - estate 2012
 
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Torri e castelli

Edito dall’Istituto italiano dei castelli Un volume sulle fortificazioni nel bacino dell’Adda

Curato dai professori Graziella Colmuto Zanella, Luciano Roncai e Guido Scaramellini, tra i maggiori esperti di architettura fortificata in Lombardia, ed edito dalla sezione lombarda dell’Istituto italiano dei castelli, il libro raccoglie gli atti del convegno sulle fortificazioni nel bacino dell’Adda, organizzato dall’ente presso la villa Monastero di Varenna il 15 ottobre 2005. Tra le quindici relazioni pubblicate, due riguardano le difese di Valtellina e Valchiavenna. Nella prima Scaramellini, attuale presidente della sezione lombarda dell’Istituto, si sofferma sulle fortificazioni smantellate nelle due vallate, mentre nella seconda l’architetto Graziano Tognini parla dei restauri parziali delle mura sforzesche di Tirano. Conclusi nel 2003 e condotti dallo stesso Tognini e dagli architetti Sara Beatriz Gavazzi e Giampaolo Rinaldi, gli interventi hanno interessato il castello di Santa Maria e la porta Milanese.
Dopo una sintesi bibliografica sugli studi incentrati sulle fortificazioni della provincia di Sondrio, Guido Scaramellini parla delle difese valtellinesi e valchiavennasche costruite prima del 1639 quando, con il Capitolato di Milano sancito tra il re di Spagna Filippo IV d’Asburgo e la Repubblica delle Tre Leghe, si smantellarono e resero inservibili le fortificazioni delle due vallate. Tra le difese medievali più antiche della provincia, di cui rimangono preziose testimonianze, ci sono i resti dei castelli di Chiavenna e soprattutto di Grosio, del Dosso a Tirano, di San Pietro a Bormio e di quello di Tresivio, sede del capitano di Valtellina che fu riattato nella seconda metà del Quattrocento dagli Sforza e che oggi rivela pochissimi resti. Tra le torri più antiche, ci sono quelle di Castionetto di Chiuro, di Pedenale a Mazzo, dei De Simoni e Bruni a Bormio e quella di Albosaggia, inglobata nel Cinquecento nel palazzo Paribelli. Al XII secolo potrebbe risalire la casaforte in località Madonna delle Grazie a Mese, mentre nel Duecento sorsero probabilmente il castello Masegra di Sondrio, ampliato due secoli dopo, quello recinto di Mancapane a Montagna e le torri di Teglio, di Carona e le due a Fraéle. Al Medioevo risalgono pure la torre di segnalazione sul dosso di Segname a Gordona, donata vent’anni fa dalla signora Ennia Biavaschi all’amministrazione comunale, e il palazzo Balbiani di Chiavenna, residenza castellata nel XV secolo per i feudatari del duca di Milano.
Con l’avvento nel 1335 della signoria dei Visconti furono edificate la torre comunale delle Ore a Bormio, quelle di Castello dell’Acqua e del Colombée a San Pietro di Samòlaco e i castelli di Caspoggio, di Santa Caterina a Gordona, del Larice a Castione, di Bellaguarda a Tovo di Sant’Agata, dei Visconti a Grosio e di Domòfole nel comune di Mello, di cui rimane la torre e parte della chiesa romanica. Temendo un’ulteriore incursione da parte della milizia grigione, verso la fine del Quattrocento Ludovico il Moro fece cingere di mura Chiavenna e Tirano, riattando, oltre al castello di Tresivio, anche la torre di Piattamala all’ingresso sud della val Poschiavo. Egli volle anche una muraglia a Serravalle all’imbocco del contado di Bormio, andata completamente distrutta a seguito della frana del monte Coppetto nel 1987.
Nella sua relazione il prof. Scaramellini parla anche dell’importanza di un recupero e delle caratteristiche costruttive e tipologiche delle fortificazioni valtellinesi e valchiavennasche, così come delle maestranze impegnate alla loro costruzione. Tra costoro ci fu il noto ingegnere ducale Giovanni Antonio Amadeo, che soprintese all’edificazione delle mura di Chiavenna, progettate dall’ingegnere Ambrogio Ferrari.
Nonostante il trattato del 1639, nelle due vallate della provincia di Sondrio anche dopo quella data sorsero alcune torri e colombaie, annesse a palazzi e fattorie che, tuttavia, non avevano più una funzione difensiva. Tra queste si distingue la torre nella fattoria alla Cesura nel comune di Gordona, fatta costruire a partire dal 1673 da Caterina Picenoni di Bondo, vedova di un Pestalozzi di Chiavenna. Tra gli altri contributi pubblicati nel volume, il dottor Gian Luigi Daccò parla del castello di Lecco, mentre, soffermandosi sulle carte inedite conservate all’Österreichisches Kriegsarchiv di Vienna, la dottoressa Michela Fior indaga sull’importanza strategica del Pian di Spagna e del forte di Fuentes, costruito all’imbocco della Valtellina e della Valchiavenna al principio del Seicento, come baluardo dello Stato di Milano al confine con i Grigioni.

 



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